2021 di Marcello Anglana

13.000 km in moto in un mese attraverso l’Africa, 9 Stati, dal 14 gennaio al 13 febbraio 2020, con un rientro in aereo appena in tempo prima che il Coronavirus rendesse impossibile viaggiare.
Una preparazione meticolosa, una programmazione minuziosa e realizzata in modo implacabile, contro ogni difficoltà e imprevisto.
Dal deserto del Sahara alle montagne dell’Etiopia, la maestosità della savana e l’arrivo di fronte all’inconfondibile sagoma della Montagna della Tavola di Città del Capo e al Capo di Buona Speranza e Capo Agulhas, l’estremo sud del continente africano. Una ruota danneggiata nel deserto, burocrazia incomprensibile, ostacoli di ogni tipo, ma ferrea determinazione a proseguire. Un viaggio attraverso il continente che forse più attira i viaggiatori; il più misterioso, probabilmente il più difficile, dal fascino immutabile nel tempo, la culla dell’uomo.
Ma anche il continente con le strade peggiori, la situazione politica più instabile, una terra di enormi contrasti. Anche questa volta, voglio attraversare un continente intero, da nord a sud; anche questa volta a modo mio: da solo, tutto in moto, con ritmi intensi, massacranti per molti, ma che a me piacciono.
Con un inesauribile interesse per tutto quello che mi circonda: paesaggi, città, opere della natura e dell’uomo, ma anche persone. Veloce, determinato a raggiungere la meta finale, ma sempre attento a osservarmi intorno, comprese le visite a importantissimi siti storici (come le bellissime piramidi del Sudan, più numerose di quelle egizie; una città imperiale in Etiopia) e bellezze naturali (i parchi nazionali in Kenya e Botswana).
